LE CONSEGUENZE DELLE NOSTRE AZIONI

L’articolo che ho postato due giorni mi ha fatto riallacciare ad un saggio che ho letto di recente di Simona Argentieri ” L’ambiguità”, il cui titolo mi è parso da subito molto stimolante e il cui contenuto a seguito,  molto condivisibile.

L’autrice, una psicoterapeuta, parla di una tendenza sempre più diffusa sia tra i suoi pazienti sia tra i  suoi conoscenti, ad agire diversamente dai propri valori, o per lo meno, di quelli che vengono presentati come tali. Afferma: ” Il mio sconcerto nasce dal constatare che c’è da parte loro una sorta di ingenuità mista ad arroganza, che a volte risuona quasi come una sfida, nel proclamare ideali e norme di giustizia che poi concretamente disattendono. A livello intrapsichico sembra che non vivano nè conflitto, nè colpa. Tanto che non fanno nessun tentativo di scusarsi , non invocano nessuna attenuante, nè ricorrono ad alcuna razionalizzazione”.

Questa forma di incoerenza l’avevo notata anch’io, dapprima avevo pensato si trattasse di un diverso modo di” essere  educati” oggi, per poi constatare che erano forme di assurdità comportamentale. L’aggiustare  la propria condotta senza regole morali stabili  infatti è diventato normale e molto corrente. Non pensare cosa comportano le nostre azioni molto alla moda e fare del male, una cosa  così facile. Avevo notato inoltre  che la menzogna in questione non solo non veniva riconosciuta, ma addirittura nasceva con un tentativo di autoconvincimento; il soggetto  non ammetteva e a volte nemmeno  si rendeva conto di contraddirsi anche in maniera molto palese e grave .

Il raggirare o manipolare gli altri è assai più diffuso di un tempo, omettere, mentire è diventato naturale. Un mezzo secolo fà di sicuro si era molto più ligi al senso del dovere e alla parola data, il che costringeva anche a  vestire  condotte stereotipate e  manierismi rigidi, poco autentici. Da allora la menzogna si è insidiata con celata incoscienza, nascosta dietro un ‘apparente ingenuità. I bambini mentono ma per differenziarsi, il mantenere in età adulta questa condotta è pertanto  segno di immaturità.

L’autrice parla di malafede che è cresciuta come conseguenza del diffondersi di vari fattori, tra cui del narcisismo.

Alla base dell’ambiguità Innanzitutto c’è una mancanza di consapevolezza, per cui la persona, pur essendo in grado di riconoscere l’ incoerenza negli altri, non ha la capacità di analizzare la propria e peggio ancora, non ha la capacità di immaginare le conseguenze  delle sue azioni. In tal modo  ne esce totalmente pulita e deresponsabilizzata (per lo meno così rimane la sua immagine idealizzata).  Questo funzionamento della psiche, che appare come una frammentazione dell’io, mantiene in realtà l’identità intatta e il soggetto riesce di fatto ad esprimere parti incoerenti senza subirne  danni o rimorsi .

L’accentramento sul proprio punto di vista che viene utilizzato come unico elemento di lettura della realtà, tiene l’altro così a debita distanza, senza il costoso prezzo del mettersi in discussione. Sempre più persone sono convinte che la loro esperienza e la loro opinione sia in assoluto quella giusta e partendo dal presupposto che la ragione sta dalla loro parte, automaticamente quella altrui è sbagliata e trovano pertanto anche spiegazioni e giustificazioni razionali al loro agire. Il tutto senza compromettere minimamente la loro coscienza anche quando peccano di egoismo e di mancanza di rispetto verso gli altri.

Quello che mi colpisce  e mi ferisce è che spesso queste persone si indignano per come vengano poco rispettate e su come sia fastidioso il comportamento altrui. Acclamano con indignazione tale ingiustizia e si arrabbiano quando lo notano fuori, ma non si accorgono che proprio tale atteggiamento è spesso un elemento che li contraddistingue. Un pò come : fate agli altri, quello che non vorreste facciano a voi... I tentativi di portare alla coscienza tali discrepanze vengono difesi da resistenze, diniego, se non addirittura entrando in aperto conflitto. Non solo le persone  non riconoscono l’incoerenza ma la giustificano e non si sognano di scusarsi o provare dispiacere, il che non a caso è una caratteristica peculiare delle personalità narcisistiche e di molti disturbi di personalità. (a questo punto la mia domanda è: c’è stato  un aumento di maleducati o un diffondersi  spaventoso di persone affette da disturbi di personalità?)

Sicuramente l’ impunibilità crescente nei vertici politici  a cui abbiamo assistito negli ultimi vent’anni nel nostro paese, ha diminuito il senso etico sociale; in fondo se chi governa gode dell’indulgenza e può permettersi di sbeffeggiare la morale e soprattutto la legge,  perchè non richiedere la stessa indulgenza per se stessi, soprattutto se si commettono azioni meno gravi? (non è il popolo a pagarne le conseguenze, ma SOLO un individuo). Se poi la persona che l’ha commessa è importante, la mancata punizione rende il fatto meno grave. Quest’indulgenza eccessiva fa comodo a tutti, a chi passa sopra gli altri senza venir nemmeno giudicato, ma anzi gode di ammirazione e a chi subisce, coprendosi così gli occhi con una  bella dose di  buonismo  che  gli permette di non vedere e quindi di non reagire.  Si evitano i conflitti, i dissidi, la fatica del mettere in discussione e tutto può pertanto restare immutabile. Niente è grave ormai, le parole dette possono essere ritrattate, gli impegni abrogati e  i fatti drammatici di cronaca contribuiscono a  portare ad una graduale desensibilizzazione verso le condotte immorali e antisociali.

L’ambiguità oggi inoltre è favoreggiata da convinzioni standard che la giustificano, come avere avuto o avere dei problemi, lo stress, la pigrizia, l’ignavia, la paura di essere allontanati.

Sembra quasi che in un mondo come questo la gentilezza, la disponibilità, l’altruismo non solo non siano valori smart, ma siano minacciabili di estinzione. Perchè se tra coloro che non li hanno mai sentiti è chiaro il vantaggio, tra coloro che resistono invece serpeggia un nonsenso e quasi una paura che mantenendoli si rischierebbe di mostrarsi eccessivamente vulnerabili.

L’inevitabile conseguenza è la sfiducia crescente e paralizzante verso gli altri, la politica, le relazioni, il mondo. E l’ansia, perchè l’ambiguità eleva il nostro livello di vigilanza in maniera continua. Diviene facile dunque  lo scivolare e il cullarsi in una forma di lassismo morale, giustificato dal “tanto lo fanno tutti” …oppure “tanto non lo fa più nessuno”.

 

Rebecca Montagnino

 

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2 risposte

  1. mr.crocodile ha detto:

    Il problema è che troppo spesso la prepotenza, l’arroganza, e la disonestà comportano anche un prevaricare chi cerca di mantenere una condotta coerente con la legalità e la giustizia. Troppo spesso chi si comporta bene perde in partenza a causa dei troppi che “magheggiano” per ottenere quello che in realtà non gli spetterebbe. Allora qual’è il risultato? Chi è bravo prende gli schiaffi e chi è cattivo gongola… Come si fa?

    • Rebecca Montagnino ha detto:

      mettiamo che i buoni vanno in paradiso e i cattivi all’inferno, ma questo non ci è dato saperlo al momento…si può restar buoni solo facendosi rispettare, pretendo la giusta considerazione. Magari non arriva dove arrivano i “cattivi”, ma difficilmente un buono scenderebbe a certi compromessi o userebbe vie che non gli appartengono, perchè prima di tutto farebbe del male alla sua natura

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