CHI E’ IL MALEDUCATO?

Un amico mi ha fatto questa segnalazione…molto realistica…
Da “Il Messaggero”, cronaca di Roma, 28 novembre 2014

ca gentilezza
sparsa, raccolta
giornaliera
di maleducazione

@manuela_mare

«Basta! Siamo qui per vedere il film non per ascoltare le vostre chiacchiere. Fate silenzio!». Le due signore della fila dietro parlano fitto fitto come davanti a un tè e non hanno alcuna voglia di smettere e scusarsi.

«Prenditi una camomilla, anzi il bromuro». «Maleducate!». «Sei una vecchia rompiballe». «Le vecchie siete voi!». «E tu sei un’isterica!». «Se non la smettete vi querelo». Sullo schermo la bella storia di fabbrica firmata dai fratelli Dardenne: un’operaia perde il lavoro ma trova l’inaspettata amicizia degli ex colleghi, dovrà ricominciare da qualche altra parte, lo fa con il sorriso e una speranza. In sala quelli abbracci grati e quelle parole riconoscenti scivolano via in un’aria carica di insofferenza: gli insulti strapazzano film e pubblico, si ricomincia con i titoli di coda e alla fine il battibecco sempre più incalzante coinvolge gli altri spettatori, tutti a urlare contro tutti, è rissa tra le poltrone.

Si litiga anche al buio, ormai. Come in strada, ai semafori, sui bus, in metro, in fila alle casse, al parcheggio, ovunque c’è uno spazio da condividere. Ogni scusa è buona e le scuse non arrivano mai. Vince chi alza la voce o le mani, anzi chi lo fa prima degli altri. La precedenza agli incroci è solo questione di velocità, il saluto un capriccio dell’umore, la ragione è di chi vuole averla, il posto sull’autobus di chi scatta. Una città maleducata prima diventa brutta e sporca, infine violenta. Volano gli insulti come le pietre, qualcuno pretende anche d’essere nel giusto.

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4 risposte

  1. danilaurora ha detto:

    La maleducazione mi mette sempre tristezza. …anche perché, come canta Vasco, “basta poco” per non entrare nel loop.
    ….E poi.. ma chi glielo fa fa….!!!!

  2. mr.crocodile ha detto:

    …troppo spesso la si vede in giro la maleducazione, la prepotenza, ma a volte mi soffermo anche a riflettere che siamo (si forse mi ci metto anche io) sempre pronti a dire degli altri ma facciamo fatica a riconoscere quando la ragione è di fronte a noi e che forse potevamo riflettere mezzo secondo in più prima di inveire…

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