Ipersensibili

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Con GAPPESM (GROUPEMENT ASSOCIATIF POUR LES PERSONNES ENCOMBRES DE SUFFICIENCE MENTALE o PESM- associazione per le persone sovraccariche di iperefficienza mentale) o HIGH SENSIBILITY PEOPLE o ancora PAS (persone altamente sensibili) si intende quel gruppo di persone che hanno un’eccesso di sensibilità. Tale definizione venne data dalla dottoressa E. Aron verso la fine degli anni ’90. https://it.wikipedia.org/wiki/Ipersensibilit%C3%A0_(psicologia)

L’ipersensibilità riguarda una persona ogni cinque circa, sebbene con gradi diversi e non è da considerarsi una patologia, quanto una sensorialità che se non riconosciuta e canalizzata nel giusto modo, provoca sofferenza. Per gli ipersensibili tutto è all’eccesso: rumori, odori, pensieri, emozioni, tutto è percepito come raddoppiato. Il problema è che sentono di essere diversi in modo negativo, semplicemente perchè fuori dal comune e fintanto che non si riconoscono nella definizione di ipersensibili, faticano a vivere e a comprendere che quello che hanno in realtà è un dono.

L’iperefficienza mentale infatti permette di captare più dati e dettagli dalla realtà (iperestesia), viene vissuta come un bombardamento incessante di stimoli che invadono continuamente la mente. I soggetti si pongono più domande, si mettono più in discussione, le riflessioni prendono posto tanto da rendere il riposo notturno più difficile; lo stato di attenzione è quindi sempre molto elevato e aperto a cogliere informazioni che altri non noterebbero, ma di conseguenza lo è anche il loro stato di allarme. Non è un caso che questi soggetti possono avere un’ansia emotiva maggiore ed essere inclini a situazioni da sovraccarico di stress. Qualsiasi senso è amplificato, colgono rumori lontani, riconoscono suoni immediatamente come parti musicali, così come avviene con gli odori e di conseguenza con la memoria (eidetismo). La loro mente viaggia così veloce da far sentire il mondo intorno a loro troppo lento, mentre vengono considerati dagli altri troppo accelerati.

Intanto bisogna considerare che questo dipende da una differenza neurologica, gli ipersensibili hanno un’attività più prolifica dell’emisfero destro. Tale iperattività la possediamo tutti da bambini, ma con lo sviluppo e soprattutto i condizionamenti, che ci allontanano dall’emotività, viene persa. L‘eidetismo è questa raffinatezza percettiva che li rende facilmente preda allo stupore e consente loro di gioire ed entusiasmarsi del mondo, anche dopo grandi delusioni, proprio come i bambini. ” Essere iperestesico equivale quindi ad essere ipervivo” (il potere nascosto degli ipersensbili. C.Petitcollin) e il loro dramma forse sta nella difficoltà/impossibilità quasi, di condividere con gli altri tale stato: la loro esuberanza verrà considerata spesso come eccessiva. O almeno questo è quello che gli è stato da sempre rimproverato.

L’esuberanza conduce a percepire profondamente ciò che avviene intorno a loro, sono molto precisi, si indignano facilmente così come hanno una grande naturale capacità empatica che viene incompresa o fraintesa da chi vive con loro. Anzi molto spesso vengono criticati e frenati nelle loro manifestazioni, per questo finiscono con il considerare questo stato una condanna più che un dono e a chiudersi in loro stessi. Siccome captano spontaneamente l’emotività altrui, spesso faticano a star in mezzo a situazioni di gruppo e necessitano di un isolamento protettivo per la loro sensibilità. L’iperemepatia provoca anche una grande vulnerabilità: percezione affinata, pensiero sempre attento ed emotività altissima può divenire una critica da chi non riconosce questa differenza e una colpevolizzazione. Per loro è naturale capire cosa pensano e sentono gli altri, leggere il linguaggio non verbale, mentre non lo è per la stragrande maggioranza delle persone. Dovranno quindi accettare di non ricevere dal mondo la stessa attenzione che sanno offrire loro. Non possono essere altrimenti e fintanto che non ne avranno la giusta consapevolezza e sapranno adottare i giusti rimedi vivranno male la loro vita. Finchè non si fideranno del loro intuito e della loro percezione acuta, si sentiranno isolati dal mondo. La dominanza dell’emisfero destro li rende persone anche molto creative e bisognose di apprendere o stimolarsi continuamente, in caso contrario soffrono e non sono motivati.

E’ stato riscontrato inoltre che hanno una carenza di serotonina (neurotrasmettitore deputato alla regolazione del sonno, dell’umore, dell’ attività sessuale e dell’appetito) il che può portarli facilmente a stati depressivi o comportamenti bulimici; aumentare l’apporto di proteine, fare sport, rilassamento e avere sempre nuovi progetti possono essere modi per regolare e innalzarne i livelli . E’ quindi molto importante che questi soggetti riconoscano che la loro inadeguatezza così tanto criticata, può rivelarsi un modo solo più profondo di vivere e di apprezzare sè stessi. Sarebbe opportuno che questo avvenisse durante l’infanzia, proprio per permettere di consapevolizzarli e non colpevolizzarli, aiutandoli nel processo dell’autostima che per le differenze che hanno rispetto agli altri, fatica a crescere. Aiutarli a capire che il loro bisogno di verità e la sete di assoluto non sono come spesso vengono invece valutati, stati di ipercriticità e pedanteria, che il loro modo solido di vivere i valori è una rarità, non da sottostimare quindi o denigrare, ma da avvicinare semmai alla saggezza. Soprattutto la fermezza con cui percepiscono i loro valori fa di loro persone oneste, disinteressate e pertanto facile prede di opportunisti e manipolatori.

Chiaramente il risultato spesso è solo quello di sentirsi alieni dai codici sociali e relazionali del mondo in cui vivono, perchè è davvero come se venissero da un altro pianeta e avessero un modo opposto di vivere. Soprattutto per loro diviene necessario accettare questa natura, saperla difendere, custodire, impreziosire, mettendo dei confini come con l’assertività.
Un ipersensibile dovrebbe imparare una quotidiana “igiene del mondo interiore”per garantirsi stabilità e serenità : riconoscere  la pressione delle emozioni; rinsaldare i confini; valutare la presenza di pensieri parassiti ed energivori; spazzare fuori i giudizi su se stessi; ricaricarsi con momenti di solitudine e silenzio; bilanciare corpo e mente; focalizzare l’attenzione; usare bene l’empatia; regolare il ritmo di funzionamento interno (accelerato o rallentato o equilibrato) e tenere sotto osservazione le situazioni che rischiano di diventare stressanti. “N.Travaini, tratto da “Psicologia contemporanea”, di cui il link sottostante   Riconoscendosi e accettandosi probabilmente non cercheranno più di assomigliare agli altri, smetteranno di rinnegare la loro natura e le conflittualità che ne conseguono, con il risultato che i rapporti con gli altri saranno più fluidi e chiari. Questo li condurrà a cercare una “famiglia di anime” o soulmate..con cui il confornto sarà più armonico e facile. Il lavoro su loro stessi dovrà essere ancora più incentrato sull’accettazione prima, l’alleanza poi, con la solitudine e l’amore verso sè stessi: infatti solo quando si accoglierà la differenza. potrà davvero rinascere l’integrazione della Persona.

Rebecca Montagnino

Aggiungo questo utile link della Dottoressa Nicoletta Travaini dove in una poesia esprime tutta la vera bellezza di questo stato .

chttp://www.ipersensibili.com/test-essere-altamente-sensibile
http://www.psicologiacontemporanea.it/degli ipersensbili

Bibliografia

-Persone altamente sensibili. E. Aron-

-Il dono delle persone sensibili, N.Travaini

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4 risposte

  1. Giuamat ha detto:

    L’ipersensibilita è un dono bellissimo.È facilmente riscontrabile in persone simili.
    La definirei un arma con un potenziale enorme che se ben gestita porta la mente a raggiungere obiettivi a dir poco meravigliosi.
    Noi maschietti non siamo un pozzo di scienza per poterla dominare.
    La nostra fantasia e immaginazione,si ferma molto prima delle donne..Ci accontentiamo di volare più bassi rispetto al gentil sesso….il resto è storia.
    Un doveroso ringraziamento alla dottoressa Travaini,nella descrizione altamente professionale in merito al tema in questione

    • Rebecca Montagnino ha detto:

      Non credo che esista una reale differenza tra uomini e donne. Credo semplicemente che le donne sono educate e quindi abituate a sviluppare meglio il lato emotivo. Non è un caso che è l’iperlavoro di entrambi gli aspetti, razionale ed emotivo, che caratterizza gli ipersenbili.

    • Giuamat ha detto:

      Con la sua risposta,dottoressa Montagnino,conferma in pieno la mia ipotesi.
      La sensibilità è più alta e presente in voi donne.chiaramente ci sono le eccezioni anche qui.ma questo è un discorso a parte

  2. Marta ha detto:

    Ho una domanda:
    Le persone iperefficienti da quello che mi sembra di capire è improbabile che nascondino una ferita narcisistica, proprio perché questa, se non trattata, comporta una bassa se non inesistente intelligenza emotiva ed empatica. Comporta l’agire senza quei valori forti che invece una persona ipersensibile ha. Esempio: una persona ipersensibile non userebbe mai il suo stato caotico(quando non è pratica a gestirlo) per indurre senso di pena negli altri come é probabile farebbe invece, anche se inconsciamente una persona narcisista. O forse sto dando per scontato che le due personalità siano agli opposti e che quindi non possano coesistere nella stessa persona? Se dovessero coesistere l’una sarebbe nemica dell’altra e quindi si inficierebbero vicendevolmente? So che in una persona possono esistere molti tratti ma questi due in particolare possono coesistere? Lo scoprire di essere ipersensibili dovrebbe essere bellissimo e confortante, non dovrebbe far male come é successo in passato a me…vuol dire che in realtà non lo sono?

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