AFFITTASI IDENTITA’

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C’è un esercizio di Pnl, che permette di cogliere perfettamente l’incongruenza tra il falso Sè ed il vero Sè; l’estrazione dei valori. Le persone in genere, sono convinte di avere certi valori e di soddisfarli; solo, che quando si passa a quantificare il tempo che  vi dedicano, appare un  vuoto. E’ come quando si domanda: “Ti piace leggere? si, certo. Quanti libri leggi in un anno? Tre, non ho tempo”, risulta difficile credere che se tale passione esiste, non si  trovino neanche cinque minuti al giorno, per dedicarcisi. Lo stesso avviene con i valori.

Non solo, quello che accade è che i valori vengono fraintesi con le passioni, con i criteri o le motivazioni. Un valore se vero e sentito, viene difeso con passione e i criteri sono i mezzi con cui scegliamo di nutrirlo. I valori sono qualcosa di davvero molto più profondo. Un valore è una convinzione fortissima che dirige le nostre azioni.  Quando noi ci poniamo un obiettivo, facciamo in modo che i nostri valori siano soddisfatti o allineati. Ci possono essere momenti nella vita, in cui i valori cambiano posizione all’interno della nostra gerarchia, a volte entrano persino in conflitto, quando uno dei due,  parte da un forte condizionamento e si fatica a riconoscerlo come tale. Ancora possiamo avere un conflitto di valori, come un conflitto di interessi, trovarci a metà su due obiettivi opposti. Si ha in questi casi  una incongruenza (mi ricorda qualcosa, forse una legge?…)

Quello che vedo invece è che non solo i valori di un tempo son morti, ma oggi quelli che ci sono, quando ci sono, sono spesso idealizzati, incerti, fragili, non sentiti e cambiano direzione a seconda del vento.

Non avere valori per cui lottare, genera un buco, una voragine, un bruciare il tempo senza dargli consistenza, significa adagiarsi. Probabilmente è lo stesso vuoto che si avverte oggi in tanti momenti della vita e che porta a sintomi depressivi, disturbi ansiosi, come il semplice rimurginare sulle cose. E’ quel senso di “non senso“, di non centratura, di consapevolezza sfuggente. Se la propria vita è piena di valori forti e importanti, per quanto possa essere difficile e piena di ostacoli, è comunque guidata dall’interno e quindi più tollerabile. Pensate alle persone che vivono in uno stato di guerra, la libertà per loro diviene un valore cruciale, capace di farle ribellare e che orienta tutta la loro esistenza; hanno, attraverso la sofferenza, qualcosa di grande in cui credere. Un tempo l’incoerenza era il valore da cui fuggire, ora è il valore a cui ci siamo adattati e che digeriamo male e solo, se lo definiamo, euforisticamente, come  flessibilità o elasticità. Comunque e sempre lontano dalla  vicina responsabilità.

Quello che non è tollerabile è proprio quel vuoto esistenziale, quell’assenza di desideri, quei bisogni che non sono chiari e che cambiano, assieme all’umore. Le identità si modellano su esempi troppo esagerati (spettacolari direi) o altrettanto falsi; gli obiettivi che si tenta di raggiungere, non appagano, se non per un breve lasso di tempo. Poi ritorna la noia, perchè  quei modelli erano a loro volta poco autentici o non seguivano veramente i nostri valori.

I valori vengono spesso presi a prestito, indossati per un pò e poi smessi  e abbandonati nell’armadio, in cerca di nuovi modelli a cui aggrapparsi. Vestono  un’identità che ci ha colpito, che ci piacerebbe avere o che nel frattempo ci piace semplicemente mostrare.

La verità è che quei valori sono molto deboli e deludenti, rendendo le persone facilmente delusive. Ci sentiamo traditi, quando quel prodotto così appagante apparentemente, non si rivela allo stesso modo soddisfacente, soprattutto nel tempo. Delude la sua promessa e dunque le nostre aspettative. Gran parte della sfiducia che lamentiamo oggi, nasce da qui, dal non capire mai abbastanza bene chi abbiamo davanti e in cosa crede quella persona.

Qualcuno senza valori ci appare come una persona imprevedibile, di cui non fidarci; anche per questo si teme lo straniero, ha qualcosa di diverso e che di conseguenza, non condividiamo “dalla partenza”. Non a caso si chiama pre-giudizio.

Le propensioni e le intenzioni degli altri esseri umani che vivono e agiscono nell’ambito di esistenza di ogni individuo, sono, in fin dei conti, delle incognite. Afferma Bauman

I giovani escono di casa, come da set di “Truman Show”, senza sapere com’è il mondo fuori, impreparati, inadeguati, deboli ed impauriti. Non rischiano perchè non sono motivati, non cercano l’autonomia , perchè non hanno più voglia di crescere. Mancano di valori e sono facili prede di facili promesse, sono vittime sacrificali del mercato e di chi vuole lavare loro il cervello.

Noi tutti abbiamo bisogno di cercare valori in cui credere, di modelli da ammirare, di ispirazione.

Forse é per questo, che  a volte è  non sondiamo troppo nella vita di scrittori o musicisti che amiamo ( o di chi amiamo in generale), si rischierebbe  di trovare le stesse incoerenze che ci spaventano nel mondo.

 

Rebecca Montagnino

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2 risposte

  1. Luigi Romano ha detto:

    C’è da chiedersi sempre , ed ogni volta di più , quanta approssimazione e quanta disponibilità si pone nella lettura della propria esistenza : probabilmente esiste una duplice necessità di lettura di uno stesso “messaggio” o “informazione ” , così da lasciarsi aperta una porta che garantisca una via di fuga.

    • Rebecca Montagnino ha detto:

      Vero, siamo spesso in difficoltà a leggere la realtá per poi non essere costretti ad affrontarla o semplicemente perche ci piace pensare di possedere deglei spazi icontaminati

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