LAURENCE ANYWAYS E IL DESIDERIO DI UNA DONNA . about love part 2

Carl Rogers diceva “Amare significa accettare l’altro per quello che è , senza volerlo cambiare o possedere, come quando si vede un tramonto” .
Ora l’amore incondizionato esiste credo solo nella diade madre figlio e ancora nei primi anni di vita, magari è anche naturale e sano che sia così, il contrario sarebbe un sentimento divino. Diverso però è accettare l’altro senza volergli mettere addosso ciò di cui abbiamo bisogno. Più che raro questo genere di sentimento è scomparso nell’era del narcisismo, dove amare corrisponde alla ricerca della propria immagine. E dell’ innamoramento di quest’ultima.
Questo film interroga, mette in discussione esattamente su quanto amiamo davvero la persona per quello che è dentro
LAURENCE ANYWAYS L’ ho rivisto qualche giorno fa per completare la prima parte di about love – part 1 del post di giugno. Mi piace come film e mi piace ancora di più ciò che tocca . Ogni volta tocca numerose corde e sempre più forte ; a quello che so di trovare già, si aggiunge una sfumatura che non avevo percepito prima, una nota, un colore che apre considerazioni e sensazioni nuove.

Se penso ad un film sull’amore penso a questo film, perchè incarna quello che l’amore dovrebbe essere: amare l’altro per quello che è. Sebbene non sia solo un film d’amore e soprattutto non in senso tradizionale, almeno non a quel tipo di sentimento a cui ci siamo abituati dare quel nome.
Ma è davvero Amore quello a cui solitamente ci riferiamo quando vediamo due persone insieme?
L’AMORE NON BASTA Vero è che Xavier Dolan fa parte di quelle figure che mi riconciliano con il mondo, per cui provo un senso di tenerezza e stima profonda, anche un pò incondizionata, sia per il lato professionale ma molto per quello umano; non solo per i suoi film che adoro, ma per il suo essere impegnato in qualsiasi tematica che tocchi il mondo
Unisce un originale creatività ad una sensibilità delicata, attraverso uno sguardo sociale che mai sfiora la pesantezza. Le relazioni che tratta sono complicate e spesso scomode, ma è questo a renderle autentiche e vere.
Questo film è la storia d’amore, ma non solo, (tratto tra l’altro da una stoia vera) di Laurence e Fred, ambigui già nel nome. Lui apprezzato professore di letteratura, che decide di sfidare il mondo, decidendo di essere sè stesso, una donna.
La prima scena del film li ritrae uniti, felici, complici, come credo ognuno vorrebbe essere in un rapporto anche dopo anni di vita insieme. E li vediamo in seguito tristi, furibondi, ma sempre uniti da quel sentimento.
Al suo trentacinquesimo compleanno, lui le annuncia che non si sente uomo e che quel corpo non gli appartiene. Non ha smesso di amarla, non ama gli uomini, solo è stufo di fingere di essere quello che non è. Lei allora ci prova ad amarlo così, forte di ciò che prova. Resistendo e scappando poi. Ritrovandolo e scappando poi ancora.
Non vado oltre è su Prime se volete vederlo
CERCARE UNA STORIA O LA PERSONA Cosa fareste voi se la persona che amate vi confessasse di non sentire di appartenere a quel genere, pur rimanendo la stessa persona dentro, con gli stessi valori e modo di pensare?
Ecco per me apre un punto che è sempre stato un mio grande motivo di riflessione; Conta più la persona o la storia?
Facendo questo lavoro sento spesso parlare di come l’ altro fa stare, meno sento invece parlare dell’ Altro e dei sentimenti per lui, del chi è, del cosa ci piace in lui/lei, cosa pensa, cosa dice, in cosa crede. Tanto che mi domando se come specie siamo ancora in grado di amare l’altro per quello che è dentro
Se cercassimo qualcuno che stimiamo, anche ammiriamo per le sue idee, per il suo carattere, il suo temperamento, i suoi valori … con l’attesa e la pazienza, come i salmoni che nuotano alla ricerca di quel salmone specifico, forse il desiderio di trovare qualcuno a cui saremmo legati domani da un sentimento più forte della passione (semmai ci sia anche ancora quella), unirebbe di più e più a lungo .
Se cercassimo ancora non per noia o per la paura di stare da soli, non per mascherare le nostre insicurezze e per poter far le cose, avremmo modo di cercare l’Altro.
Se uscissimo da questa modalità, una visione meno romanticizzata che come dimostrato falsa la valutazione e sballa le aspettative, meno ricerca di uno status, meno pianificazione per costruire -come fosse una palazzina- di una coppia/famiglia, forse anche le storie andrebbero meglio.
LA STORIA Come e cosa cerchiamo cerchiamo. Come se l’altro fosse una scelta per un casting che si avvicina meglio al ruolo per quel copione o come la scelta del menu del giorno, con la stessa superficialità e velocità. Si sceglie una persona senza capire prima e senza cercare , mentre si cerca con maggiore attenzione una macchina. In qualche modo scegliere un partner è diventato simile; un oggetto che si adegua alle nostre esigenze e al nostro status, economico e psicologico del momento.
Forse gli amori naufragano perchè si vuole la storia più che la persona, diventando miopi nella scelta che non prevede particolari richieste, se non averle deluse dopo. Non è delusione. ma dis-illusione. Non è la fine il problema, ma l’inizio. Perchè nel processo mi fastarbene non solo forse non si ama l’altro, non viene nemmeno visto per quello che è.
Talvolta si sceglie male non perchè il condizionamento a prendere in fretta ci spinge a sistemarci, prima ancora di sapere cosa vogliamo e senza che abbiamo conosciuto chi siamo.
AMORI NARCISI . Dall’amore romantico, si è caduti nell’amore liquido e narcisistico: l’amore specchio. Per cui l’ altro sta lì per soddisfare i nostri bisogni. L’amore narcisista non è un amore dell’altro per le sue peculiarità, quelle semmai servono unicamente a prenderle per mettere in luce le proprie.
Non è un sentimento che vuole dare, condividere, pretende invece accudimento e attenzione, protezione al limite. Mettere l’ego da parte diviene un’ inaccettabile rinuncia
Quando perciò ha soddisfatto ciò che doveva, finisce e sparisce.
L’AUTENTICITA’ DI LAURENCE. Lei vede come un atto egoistico il desiderio di cambiare di Laurence, perchè decreta la fine del rapporto (ma non del sentimento) . Per lui è un atto coraggioso, perchè sa che rischia tutto divenendo se stesso, amore, lavoro, genitori, punti di riferimento interni. Affronta la diversità in un mondo che adora l’omologazione, che si piega pur di essere accettato, si gioca l’esclusione e affronta le stigmate della società, rimanendo fermo quando la gente lo guarda con sarcasmo, disprezzo, curiosità morbosa . Per questo non è un film solo sull’amore, ma sulla diversità e la sua accettazione, sul bisogno di affermare la propria identità a qualsiasi costo. In fondo è perciò anche l’amore verso se stessi
La sua crisi e il passaggio che vive penetra con la grazia e la determinazione di Melvil Poupaud e al contempo arriva lo sforzo e la disperazione di Fred, Suzanne Clement.
Nel trailer che allego c’ è tutta la magia di Dolan, il realismo dei dialoghi, le verità scomode, il colore, le riprese rallentate; l’uso della musica per cui ha un talento naturale, la lascia parlare al posto delle parole che sfumano e ci immerge nelle emozioni dei personaggi ( ormai non posso ascoltare il brano dei Moderat che adoro, senza collegarlo al film)
Chi vuole e lo ha visto, cosa avrebbe fatto al posto di Fred? Io credo che tra le righe ho già dato la mia risposta…
Rebecca Montagnino

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