PESCI ROSSI CRESCONO

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David Tozzi “ Si vous ne trouvez plus rien, cherchez autres choses“

Nel senso che crescono di numero o che diventano grandi?..Qualche puntata fa, esattamente nel post del 29 aprile – https://www.rebder.it/wp-admin/post.php?post=5104&action=edit -parlavo della teoria dei pesci rossi, ovvero della tendenza attuale di preferire al piacere anche personale e al soddisfacimento dei propri bisogni, l’azzeramento di ogni stimolo.

GALLEGGIARE. Nel passato la chiamavo con il termine pinkfloydiano confortably numb, ottundimento confortevole, quando ne ho ritrovato accenni con la pernullaconsiderata teoria del nichilismo di Freud (per cui il piacere diventa lo spegnimento dello stesso, con soppressione di emozioni e pensieri conseguenti) o addirittura in autori del cinquecento, che testimonierebbero una tendenza umana all’oblio. Poi se vogliamo includere droghe o religioni come motivo per non dover pensare…

Oggi è diverso, non c è apparente vantaggio e i pesci rossi aumentano. Diventano massa. Quella parte di popolazione che contrariamente alle leggi dell’evoluzione, si barrica in una sorta di vasca di desensibilizzazione sensoriale priva di stimoli, di fatica, di doveri, responsabilità e persino di piaceri e si moltiplica (come i pesci nella Bibbia, solo che non è un miracolo. Anzi.)

LA RESPONSABILITA SEMPRE ALL’ESTERNO In molti ancora attaccano la società che tra tv prima, tecnologia, social e altri mille altri elementi che di certo hanno fortemente contribuito a drogare la mente e a convergere in un annientamento psicologico, non immaginando che una parte delle persone non solo lo sceglie, lo auspica, lo brama. Vero e ovvio è che la contratta informazione e i numerosi lavaggi cerebrali non aiutano. Anzi. Ma il rischio di dare la colpa solo all’esterno, dissolve la possibilità di realizzare che spesso è responsabilità personale. Vi ricordate il concetto di libero arbitrio di Dante??? Eccolo!

Non è solo perciò una conseguenza congetturata, commissionata a dovere dall’esterno, anche perchè se così fosse i pesci rossi ne uscirebbero al momento in cui ne prendessero consapevolezza o si accostassero alle meraviglie del mondo.

ANCORA BISOGNO DI APPROVAZIONE Mi son chiesta da tempo cosa rendesse l’apatia un’idea auspicabile di vita. Perchè a volte le terapie non funzionassero o fossero biblicamente lente, come se non ci fosse un assorbimento che oltrepassasse i 60 minuti..

Credo sia nata anche a seguito del bisogno di approvazione. Male moderno che da un ventennio è divenuto diffusissimo, allargandosi a dismisura e creando un effetto metastatico. E’ un problema enorme difficile da eliminare che genera ansia, bisogni di controllo, depersonalizzazione, manie di perfezione, disconnessione con se stessi, morte dell’autostima. E soprattutto viene sottovalutato da chi ce l’ha, tanto da chi lo vede.

Dal bieco egoismo e dal puro edonismo che chiaramente non è morto ma presente e fiero nelle parti narcisistiche del genere umano, ci siamo persi un passaggio in cui l’avvento dei social ha fatto strike, rendendoci beatamente schiavi del plauso altrui: le persone hanno smesso di cercare il proprio benessere, perchè si sono infilate a vivere nella mente degli altri. Cosa pensano di me, cosa dicono di me, cosa vogliono da me, cosa devo dire, fare, pensare, vestire, guidare io per sentirmi parte e appartenere a questa elite?O meglio ancora cosa non fare, dire, visitare per non essere allontanato?

L’ENFER C EST LES AUTRES (Mi perdonerà Sartre dell’uso della sua massima )

I pesci rossi hanno scavato per cercare di capire con un ansia crescente cosa gli altri si aspettassero da loro, con il proposito di soddisfarne le aspettative. Per non essere giudicati, valutati, esclusi dal branco, dal partner, dalla famiglia, ammutolendo lo spirito critico, agendo per fede cieca, e respirando omologazione e conformismo al posto dell’ossigeno. Ripensando ore e giorni alle cose dette dagli altri, al giudizio degli altri, al loro stesso giudizio sugli altri, con uno stato fisiologico che solo a descriverlo mi fa venire le palpitazioni.

Parebruttismi nascosti da finti perbenismi e accondiscendenze, si sono sostituiti un pò alla volta alle soddisfazioni veramente personali.

Conseguenze di una vita impregnata da tale smania: immaginate di muovervi in un universo così pieno di stimoli da faticare a scegliere, interpretando ogni volta un ruolo, cercando di performare al massimo e di tornare a casa con un risultato. Ogni decisione diviene uno stress. Ogni stress un problema, ogni problema una tragedia. Ogni gesto un atto pensato, ogni parola una scelta solenne, ogni novità da evitare perchè si rischia di fallire…Meglio non tentare niente, non esporsi… Un’agonia fisica, mentale ed emotiva. Un’angoscia insopportabile.

SWITCH OFF THE LIGHT Da lì il bisogno di spegnere tutto, la luce, il cervello, il canale emotivo già divenuto esiguo, (il telefono..no quello no, quello mai. Quello è diventato il cibo, l’amico, la mamma, il partner, il mondo. Togliete tutto, ma il telefono no).

Senza interessi, stimoli, appetiti mentali, persino sessuali. Perchè la verità è che la relazione con l’altro è diventata stremante, stressante, quando in realtà è soprattutto questa infinita recita per essere benvoluti e applauditi che richiede una fatica infinita. E’ la paura dell’intimità e i tentativi per sfuggire allo scoprirsi, che succhia energia. Un’imposizione interna.

Ciò che si desidera davvero diviene allora, tornare a casa, chiudere la porta dietro e sprofondare nel letto, nei sogni senza immagini e suoni, in una sorta di defaticamento senza fine o letargo senza scadenza. La pigrizia da ogni punto di vista è la cura a quello stress.

Si cede alla vita- pisolino che diviene nel tempo una pacifica rassegnazione alla vita stessa o si rischia ancora peggio di cadere in quei gruppi di estremismo, dove vige la promessa di essere tra i più forti e di celare le proprie debolezze interiori.

Così dopo essersi camuffati, fisicamente amputati o modificati geneticamente pur di piacere all’altro, ciò che si cerca è la calma, possibilmente piatta, senza nemmeno le bollicine.

In quell’acquario dove non c’è da chiedersi cosa fare, basta girare ogni giorno in tondo, nutrititi dall’esterno senza più alcun obbligo verso se stessi e verso il mondo.

There is a light but nobody s home.

Rebecca Mintagnino

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