L’Arte che fa bene…

“Isolamento” David Tozzi




“Si usano gli specchi per guardarsi il viso, si usa l’Arte per guardarsi dentro” GB.Shaw

“Could There be emotional intelligence without physical proximity?
Physical closeness and contact are certainly important. Parents know this well: when a newborn baby cries, there is no need for philosophy lessons, you have to take him in your arms and hold him close. And this also happens to adults. When we are sad, sometimes we just need a hug. But even words and ideas can comfort us, even a book can be our friend. A character who lived in the 1300s or lives on the other side of the world can become someone we feel close to, with whom we establish a bond of friendship. What makes man sad is the feeling of being “disconnected” from others, but building closeness is possible even beyond physical contact. Imagination, intelligence, the relationship with books, films and other works of art are alternative ways. “Alain De Botton

Quando ho trovato questo estratto di Alain De Botton sulla vicinanza emotiva che può dare l’arte, me ne sono innamorata. Ho scoperto questo autore, filosofo e autore svizzero inglese (nonchè fondatore nel 2008 della meravigliosa School of life per la crescita personale, di cui Youtube dispone di molti contenuti che vale davvero la pena vedere), ormai molti anni fa con un saggio che mi consigliarono, ” Le consolazioni filosofiche“. Il titolo era stimolante, in quanto toccava molte delle mie corde. L’argomento centrale del saggio è quanto la filosofia possa essere dispensatrice di saggezza e di riflessione su argomenti esistenziali di vario genere: conoscerne le teorie può quindi avere un effetto consolatorio, nel senso che dà conforto morale o perchè vi ci ritroviamo o perchè ci fornisce una lettura ad un livello più alto del nostro malessere, ci pone cioè in una prospettiva esistenziale.

Vassillly Kandisky, “Composizione”, Centre Pompidu, Paris

Così ho trovato nel passaggio sopra quella com-prensione che dà l’arte in varie sue forme per alcune persone, una sorta di catarsi emotiva, di appagamento, che a volte non troviamo nella nostra quotidianeità. In fondo l’Arte come la filosofia non è fine a se stessa e a chi la produce, comprende un bisogno di espandersi all’umanità, abbracciando altre menti o sensibilità, a volte stimolandole a volte nutrendole, a volte consolandole. Così la musica, la pagina di un libro può farci sentire compresi perchè rispecchia ciò che sentiamo, pensiamo e siamo. Ci culla talvolta in quel senso di appartenenza che non troviamo nelle cose “vicine”, stimolando una connessione che scalda l’anima e nutre lo spirito. In questo senso può fare più la contemplazione di un quadro o l’ascolto di un brano rispetto a tante parole che se non toccano la parte più intima del nostro essere, rischiano solo di scivolar via. L’Arte ci dà quella sensazione di allineamento e di armonizzazione interiore, svelandoci qualcosa che fino a quel momento non sapevamo di noi (o magari era silente in attesa di essere rivelata). In questo senso l’insight dell’arte può essere rappresentata da una metafora curativa, una sorta di balsamo che lenisce, quanto un’illuminazione improvvisa che ci consola, perchè ci permette di guardarci dentro. Chiarisce ciò che ci sembra complicato descrivere o spiegare, perchè ci pone in uno stato di introspezione profonda. Se vi è capitata l’esperienza di guardare un quadro e dirvi” ecco io mi sento esattamente così”, o se una frase di una canzone ha espresso meglio un pensiero che non riuscivate a definire, o una melodia a toccare i vostri sentimenti sciogliendoli improvvisamente, capirete a cosa mi riferisco.

“L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è ” P. Klee

Esiste ad un certo punto nello sviluppo di ogni individuo il bisogno di elevarsi, il richiamo di confrontarsi con qualcosa o qualcuno di più grande, nel senso di trovare ispirazione in chi è già arrivato a quel punto, ha già tratto delle riflessioni. Si definisce bisogno di trascendenza. Per questo abbiamo bisogno di modelli d’ispirazione, come scritto altre volte o affinità elettive (corrispondenze per cui ci leghiamo a persone o situazioni con cui entriamo da subito in risonanza, sviluppando una forma di complicità istintiva). Quella sorta di soulmate che se siamo forme umane bisognose di arricchimento, cerchiamo un pò da sempre e ovunque. Le cerchiamo nell’altro ovviamente e provare quest’esperienza nella vita una o più volte è uno stato di magia, in più (o anche al “posto di” ) come afferma De Botton, la possiamo trovare nell’Arte.

“L’ Arte scuote dall’anima la polvere accumulata tutti i giorni” P.Picasso

L’arte come sappiamo, è stata usata in terapia come cura sia per pazienti psichiatrici, sia come accompagnamento alla terapia per disturbi tradizionali, in quel senso è stata usata come un mezzo. Ma l’Arte fine a sè stessa è già una cura per la sua Bellezza che appaga il nostro bisogno di piacere, di Grandezza perchè ci misura con qualcosa che va oltre quello a cui siamo abituati (penso al senso di infinito che si prova “entrando” nelle opere di architettura contemporanea). E’ una grande forma di analisi interiore, di riconciliazione emotiva, perchè arriva in profondità in quella parte intima e sensibile, che a volte non si può spiegare a parole o condividere facilmente con il mondo.

“Il rock non è arte, è il modo in cui parla la gente normale” Billy Idol

E per voi quali sono stati i libri, le frasi di un film, le canzoni, le poesie che vi hanno svelato qualcosa o hanno stimolato un insight della vostra personalità? Le opere che vi hanno fatto comprendere o sono ancora presenti oggi come un compagno di vita? Avete una sorta di affinità elettiva con qualche autore, pensatore, pittore, musicista? Se volete aggiungete un commento sotto, ne potrebbe nascere una bella condivisione..

Rebecca Montagnino

S.Calatrava , Palau de Arts, Valencia

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2 risposte

  1. Pisapi ha detto:

    Un post semplicemente magnifico!
    Non si poteva parlarne in modo più chiaro e sentito.

    Anche se mi imbarazza non poco condividere un informazione così esplicita, voglio riportare di seguito il film (alcuni frammenti) che, visto per la prima volta anni addietro, mi ha fatto capire quanto mi era difficile dimostrare di voler bene (sia a me stessa, sia ad altri) e che ne ero quasi totalmente incapace…non che la situazione sia cambiata granché, di fatti ogni tanto mi riaffiora alla mente.

    https://youtu.be/NmVS696VQlo

    https://youtu.be/m-V0uuIteJE

    • Rebecca Montagnino ha detto:

      Grazie Marta specie perchè hai sentito che era sentito…non sarebbe potuto uscir fuori senza esserlo. Grazie anche per la condivisione, non lo ricordavo il film il primo trailer è bellissimo…

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