L insostenibile bellezza dell’integrità

Questa settimana ho partecipato ad un seminario sulle microespressioni facciali, intitolato “giù la maschera” . Il tema era la connessione tra emozioni e muscoli del viso e intendeva raggiungere attraverso la loro azione,al riconoscimento delle emozioni, ovvero della nostra consapevolezza emotiva. Per alcuni invece era la domanda su come mascherare /nascondere le nostre emozioni, ovvero per loro era “su la maschera”.

Credo che oggi come non mai prima ad ora, il capire ciò che si prova è un ‘arte che appartiene a pochi , tra le richieste e condizonamenti della famiglia, stato, cultura,rete sociale, gruppi, social network, ci sia in realtà un disperato bisogno di eludere tutte queste parti frammentate, per riuscire a capire chi si è davvero nel bene e nel male, senza fingere ma con coerenza raccogliere quei mosaici e vedere dentro di noi. Comprendere chi siamo , ciò che vogliamo è il primo passo verso la Consapevolezza.

Per questo occorre avere una gran dose di coraggio , sfidare la facile fuga verso l’interpretare ruoli che sono più adeguati per ogni occasione. La nostra identità non è un vestito che cambia a seconda di quello che è più piacevole per gli altri, un cercare a tutti i costi la perfezione per sentirsi approvati e accettati, SEMPRE.

Milan Kundera ne “L’arte del roamanzo”affermava che la nostra personalità è formata da più identità e che la cosa triste nella vita è vestirne solo poche tra queste . Intendeva però che per poter “giocare” con noi stessi è necessaria la consapevolezza di chi siamo, di cosa proviamo, di cosa pensiamo, di cosa vogliamo in ogni momento. Solo la sintonia tra le nostre parti consente la sintonia con chi ci circonda.

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2 risposte

  1. D. ha detto:

    Talvolta siamo talmente pieni di spazzatura dentro, che ci concediamo la felicità solo in assenza di essa, invece di focalizzarci su ciò che sentiamo realmente importante per noi. D.

  2. Mr.Crocodile ha detto:

    Credo che in parte sia necessario uno spirito di adattamento alle situazioni della vita sociale, altrimenti si rimane soli. E l’uomo è un animale sociale quindi probabilmente in parte è insito nell’essere uomo il fatto di dover talvolta mettere una mascherà per far parte del gruppo. Un po’ come la maglietta bianca nel film “L’onda”. D’altra parte si può odiare il freddo ed i maglioni di lana ma essere costretti ad indossarli se si deve vivere in un paese nordico durante l’inverno… Però questo non vuol dire essere finti come pupazzi di cera…

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