INTRODUZIONE AL NARCISISMO: un problema culturale ed individuale.

Da : “Il narcisismo, l’ identità rinnegata. ” A.Lowen 1980

Sebbene abbia riletto il testo di Lowen innumerevoli volte, ho riscoperto l’altra sera l’introduzione, che avevo purtroppo saltato in quelle volte. Sconvolta, ne faccio un collage. Sconvolta perchè è un testo del 1980 attuale e realistico, comprato  per caso, per amore di Lowen, quando dovrebbe essere  invece un testo universitario e soprattutto, l’introduzione dovrebbe essere imparata a memoria da chiunque si accinga ad intraprendere studi di psicologia o simili. O dovrebbe essere messa  a disposizione della conoscenza in generale, per chi soffre e non capisce bene cosa sta avvenendo alla nostra società.

 

“Il termine narcisismo descrive una condizione sia psicologica che culturale. A livello individuale indica un disturbo della personalità, caratterizzato da un esagerato investimento della propria immagine a spese del sè. I narcisisti sono più preoccupati di come appaiono, che non di cosa sentono.

I narcisisti mancano del senso del sè, che deriva dai sentimenti del corpo. 

A livello culturale il narcisismo può essere visto come una perdita di valori umani: viene a mancare l’interesse per l’ambiente, per la qualità di vita, per i propri simili. Quando la ricchezza occupa una posizione più alta della saggezza, quando la notorietà è più ammirata della dignità e quando il successo è più importante del rispetto di sè, vuol dire che la cultura stessa sopravvaluta l'”immagine” e deve essere ritenuta, narcisistica. Il narcisismo dell’individuo corrisponde a quello della cultura. Possiamo capire l’una senza capire l’altra? Può la psicologia IGNORARE LA SOCIOLOGIA E VICEVERSA???

Molte persone oggi si sentono vuote, sono profondamente frustrate e insoddisfatte. Molti hanno abbastanza successo nel lavoro, il che fa pensare ad una spaccatura tra il modo di operare nel mondo e quello che avviene dentro. Ciò che appare piuttosto strano è una relativa mancanza di ansia e di senso di colpa, nonostante la gravità del disturbo. Questo fatto, unito all’assenza di sentimenti, dà un impressione di irrealtà riguardo a queste persone. Le loro prestazioni-sociali, sessuali e nel mondo del lavoro-sembrano troppo efficienti, troppo meccaniche, troppo perfette per esser umane.

L’irrealtà non è solo nevrotica, tende allo psicotico. C’è qualcosa di assurdo in un modello di comportamento che pone il raggiungimento del successo al di sopra del bisogno di amare e di essere amati. C’è qualcosa di assurdo in una persona che non è in contatto con la realtà del suo essere-il corpo e i suoi sentimenti. 

E c’è qualcosa di assurdo in una cultura che inquina l’aria, le acque, e la terra in nome di uno standard di vita “più elevato”. Ma può una cultura essere folle?..Il narcisista che ha successo è ben lontano da essere folle. A meno che..a meno che non ci sia qualcosa di folle nella cultura. La frenesia non è forse un segno di pazzia?”

 

Rebecca Montagnino

 

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