E Buon Natale

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Come scegliere o non scegliere un regalo….

Cosa ci sarà nel pacchettino? Vi ricordate quei tempi lontani? Ricordo che quando ero piccola io, andavo di nascosto a scovare i pacchetti per sapere cosa ci fosse. Per quanto immaginassi trovare UNO di quelli che avevo messo nella lista di Babbo Natale, non sapevo se e quale sarebbe arrivato.. E oggi? Oggi i bambini fanno liste di regali con la stessa noncuranza di liste della spesa, senza conoscere il valore e a volte il sacrificio, l’amore con cui vengono fatti. Tempo di attenzione dedicato al singolo regalo sempre più basso, comprensibile se pensiamo che mentre ne scartano uno ne vedono altri cento da aprire… E come se la loro camera non somigliasse già alla fabbrica di Rocco Giocattoli. Per capirci:

https://www.orizzontescuola.it/crepet-se-un-bambino-chiede-dieci-regali-per-natale-e-il-genitore-per-accontentarlo-ne-acquista-il-doppio-sara-sempre-un-crescendo-di-richieste/

Anche per i regali di Natale poi ci stiamo abituando alle liste, usanza nata per i regali di nozze. A pensare che quell’usanza aveva un senso, quello di aiutare la giovane coppia a mettere su casa. Ora i regali li ordiniamo non più a Babbo Natale, ma a Babbo Amazon per far prima e per evitare lo stress dello shopping festivo e inquinamento nel traffico (mendace giustificazione, girano più camion che in un anno).

Un tempo usavo durante i corsi di formazione proprio la metafora dei regali per spiegare cosa fosse l’empatia; c’è chi regala solo ciò che vuole lui, incurante di ciò che vuole l’altro e c’è chi si immedesima nell’altro pur rimanendo centrato su ciò che vuole donare lui .

A volte può essere regalare qualcosa di “diverso” dalla personalità dell’altro, è un modo per aprire a nuovi interessi, se non fosse che spesso scartiamo con l’amara consapevolezza che ci conoscono assai poco: l’idea che c’entra con me? Poi c’è chi regala solo ciò che farà colpo sicuro e le liste rispondono bene a tale scopo.

Si, ovvio ci sono le vie di mezzo e le sfaccettature, ci sono pure quelli che comprano a maggio facendo un mucchio di roba da regalare poi, senza troppo faticare a capire se e a chi quel coso sia indicato.

Dedichiamo sempre meno tempo. attenzione a pensare, a cercare cosa vogliamo dire o per cosa vogliamo far piacere; piuttosto vogliamo piacere e soprattutto rifuggire dalla possibilità di non aver fatto cosa gradita, con tanto di disapprovazione (xmas card del bisogno d’accettazione).

La lista allora è la panacea, gradito al ricevente e punto a favore del mittente, un win to win insomma. Nel mentre abbiamo perso una cosa assai preziosa del regalo, la sorpresa e nella sorpresa capire che l’altro sa vedere chi siamo e leggere dentro di noi. Abbiamo perso il piacere di sorprenderci e di sorprendere l’altro, di pensare: ha scovato un pezzetto di noi senza che lo chiedessimo. Non c’è un messaggio, nel dono pensato infatti qualcosa parla anche di noi, di quello che sentiamo e del nostro rapporto.

Allora prima di tutto regaliamo un pò di tempo, perchè è il tempo e l’esperienza che ne facciamo che rende speciale questa vita, più dell’oggetto materiale che alla fine troviamo. Pensare cosa regalare è un esercizio di empatia. A questo vuoto infatti supplisce con dovizia la lista, presentando un indubbio vantaggio apparente; stiamo scegliendo ciò che la persona vuole. Offerenti e riceventi finiscono così per stipulare un contratto di reciproca soddisfazione.

Se sommiamo però questo agli infiniti messaggi di auguri, senza reale affetto o partecipazione, ecco servita la festa dell’ipocrisia, perchè questo accade quanto l’atto non è autentico. E regaliamo per una volta solo quando lo sentiamo, quello che sentiamo. Mandiamo un messaggio non per fare bella figura o per occupare i momenti morti tra il primo e il secondo, o una tombola noiosa. Cerchiamo le parole giuste, sentite, toccanti ed uniche dirette a quella persona. Restituiamo un pò di autenticità, fa bene a noi e a chi ci sta attorno.

Buone Feste

Rebecca Montagnino

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