WHITE LIES: cosa si nasconde dietro le bugie bianche

Quante volte vi sarà capitato di inventarvi una scusa per declinare un invito o un impegno a cui non vi andava di partecipare? In realtà dietro la parola scusa, si nasconde una parola che ci piace meno. Non ci piace l’idea di noi associata ad una bugia, anche se piccola … e bianca.

Le bugie bianche sono quelle innocenti omissioni del vero, che servono a proteggerci, mantenendo al contempo “civili” le nostre relazioni sociali o affettive. Si distinguono perciò da quelle definite nere, che sottendono invece menzogne su fatti più gravi. Quelle bianche vengono usate spesso per evitare di deludere le aspettative dell’altro, come ad esempio quando mostriamo apprezzamento difronte ad un regalo che non ci piace o quando qualcuno vi deve vendere un maglione che davvero non vi sta. Spesso vengono anche usate per proteggere il nostro Io perchè non sappiamo farlo in altri modi. Ma…sono davvero così innocenti?

lA VERITA’ SEMPRE…? Per i fautori della verità a tutti i costi, valore a cui credo fermamente ma che di fatto non è sempre sostenibile, certamente sono qualcosa di intollerabile/imperdonabile. Se pensiamo però che i bambini presentano questo comportamento e che si attiva precocemente nello sviluppo umano, dobbiamo ammettere che sono in qualche modo innate. Inoltre sono spesso gli stessi adulti che rafforzano le suddette condotte, usando tali bugie per convincere i bambini a farsi obbedire. Paradossalmente possono perciò persino assumere un fine “educativo”, quando la negoziazione non sempre si rivela efficace.

La verità è che non si può sempre dire la verità, non solo perchè è scomoda, ma perchè spesso risponde di più al nostro bisogno di svuotarci la coscienza che a creare autenticità. Talvolta è faticoso e anche doloroso tenersi un segreto quanto la responsabilità che ne consegue. Mi viene in mente il bellissimo film “Le fate ignoranti” in cui tale tema viene affrontato più volte e in diverse sfaccettature. Difronte ad una persona gravemente malata ad esempio è sempre utile dire la verità quando questa equivale a togliergli la speranza?

Non credo esista una risposta assoluta, ogni situazione va chiaramente contestualizzata, a volte occorre prendersi il carico di capire non tanto cosa sia giusto, quanto cosa sia utile, non solo a noi, ma anche alla situazione o all’altro.

IL BUGIARDO PATOLOGICO.

Diverso poi è quando mentire diventa un’abitudine, quando si attiva senza nessun motivo e senza che le circostanze minimamente lo richiedano. Diventa un automatismo, nel senso che si finisce con il mentire per qualsiasi cosa, semplicemente per non dire la verità. Quando si cronicizza diventa un atteggiamento fuori controllo e cresce in un escalation in cui diviene persino difficile ricordare cosa si è detto e su cosa si è mentito. Ci sono personalità che vivono di falsità talvolta così grandi da lasciare sbalorditi i propri interlocutori; ciò che dicono è visibilmente poco credibile e sensato, eppure continuano ad affermarlo con indifferenza. Mentono anche quando vengono smascherati, difronte all’evidenza. A volte sono eccessi di megalomania, mistificazioni della realtà, racconti straordinari che nascondono un bisogno di apparire speciali Alla fine quando si è stanchi di essere presi in giro, non ci si fida più di loro, i bugiardi vengono allontanati da tutti.

Probabilmente nel loro intimo questi caratteri oltre a sottacere una profonda insicurezza, finiscono con il convincere loro stessi a ciò che dicono o meglio, si abituano a credere che lo possa diventare un giorno. Come tutti i processi ripetuti, anche la menzogna crea dipendenza e quando il mentire diviene così compulsivo si entra in una vera patologia.

COSA SI NASCONDE DIETRO LE BUGIE BIANCHE. Se mentire assume il significato di scappare dalle proprie responsabilità, anche solo quella di dire onestamente la propria opinione, sovente ha anche lo scopo di abbellire la realtà e la propria persona. Non è difficile indovinare la sorgente di tale bisogno: come sempre, il bisogno di accettazione. La bugia bianca diviene in questi casi un escamotage per fare ciò che vogliamo senza essere giudicati e disturbati. Così sentiamo di poter esser lasciati in pace senza ansia/ e responsabilità per le conseguenze.

Se un bambino percepisce che la sua condotta o il suo modo di essere non viene apprezzato dalla famiglia, potrà costruire una serie di pretesti o di fatti inventati per proteggersi. Se sente un senso di invasione della sua privacy con commenti o tentativi forzati di entrare nel suo mondo, inizierà a mentire per preservare se stesso. E’ come se attraverso la bugia si creasse una barriera tra il mondo interiore e il mondo fuori. Nella vita adulta talvolta questo meccanismo non passa; si prova un senso di inondazione difronte al quale non si riesce a trovare un argine, non si è capaci di affermare i propri bisogni, si finendo con il mentire per assenza di soluzioni alternative.

Un elemento importante infatti che manca a chi non riesce ad essere sincero e crea spesso scuse, è la presenza di confini personali. Il saper mettere una linea di demarcazione è certamente difficile da porre quando siamo bambini, ma anche dopo per alcuni. Quando crescendo continuiamo a sentirci invasi, quando subiamo le ingerenze altrui senza saper dire basta, spesso la bugia bianca è una via di fuga. In primis dagli altri e poi per non saper tollerare i nostri sensi di colpa iniziali. Il senso di colpa ad esempio, non appropriato ma diffuso di “pare brutto”, di “cosa penserà ora l’altro di me”, di “ho agito male”. Sono sentimenti forti a volte inibenti, che coprono due grandi paure: quella di essere respinto e quella di non piacere.

CONFINI –

Esiste una correlazione fortissima tra il concetto di confini emotivi e le bugie bianche. I confini sono quel muro invisibile, dietro il quale ci difendiamo, ci proteggiamo, restando noi stessi; quando non sappiamo mettere quella distanza è perchè non sentiamo di averne il diritto.

Questa difesa non dura molto e non avviene sempre; spesso dopo aver mentito, lo strascico di sensi di colpa verso gli altri o peggio verso il nostro amor proprio e verso i nostri valori che abbiamo calpestato, torna a farsi sentire. Tradiamo noi stessi , preferendo restare in conflitto con noi, piuttosto che con l’altro. Restiamo scontenti di noi stessi, piuttosto che con il mondo fuori. Anche se non ci piace, soprattutto non ci fa bene, ci fa sprecare anche più energia di quella che adopereremo dicendo semplicemente ciò che vorremo dire, restiamo passivi.

Aggiungo a riguardo un link di un articolo davvero molto bello sull’argomento. Articolo che vi invito a leggere con attenzione, certa che toccherà di sicuro qualche parte dei vostri…confini, qui definiti appunto con il bell’appellativo di marcatori di identità

https://d.repubblica.it/life/2021/01/25/news/come_creare_giusti_confini_nelle_relazioni_e_difenderli-4790346//

L’assertività. Se impariamo a rispettare i nostri diritti, impariamo anche a rispettare e a far rispettare i nostri confini. Non è un caso che nei training sull’assertività si fa leva sull’importanza nel riconoscere i nostri diritti interiori; diritto di non rendere conto a nessuno, diritto di cambiare idea, diritto di non piacere a tutti. Probabilmente all’inizio manifestare tale atteggiamento richiede si una dose di coraggio, ma ci libera nel tempo dal bisogno di essere approvati, dalla paura del giudizio e del conflitto con l’altro.

Se quindi le bugie bianche sono “innocenti”, non lo sono davvero fino in fondo; finchè esitiamo o ci nascondiamo dietro di esse infatti, non asseriamo il nostro semplice ma fondamentale diritto, di essere ciò che siamo, di esprimere ciò che pensiamo, di aver bisogno di quello che sentiamo.

Rebecca Montagnino

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