L’EDUCAZIONE…OGGI

Ho trovato questi due link, il primo preziosamente suggerito, in relazione ad un tema attuale molto discusso  e che temo diventerà sempre più acceso. L’educazione oggi.

Mi sono trovata spesso a scrivere sull’educazione dei figli oggi e come afferma anche l’articolo de “Il Corriere” è assurdo che di tale problema se ne lamentino in molti tra cui gli stessi genitori e insegnanti, ma a parlarne sono solo coloro che accolgono il disagio. Forse l’unione delle forze è ancora un tema scottante perchè prevedrebbe il mettersi in discussione da parte di quelli che quel ruolo non amano rivederlo mai, i genitori. Sembra quasi che nella vita si possa sbagliare tutto, ma non la genitorialità, mentre è probabilmente l’eccessivo investimento personale che causa il problema stesso. La genitorialità è per moltissimi il massimo traguardo nella vita, cosa che porta come conseguenza l’investire tutto e tutti se stessi in quella missione. Tale affermazione suonerebbe come la bestemmia più grande presso i genitori, se non fosse che un figlio che viene allevato con un investimento così totalizzante ha ottime possibilità di crescere in modo individualista, egocentrato, egoista nonchè inabile alla vita. Togliendo al figlio, sommo frutto dei loro sforzi e beni, qualsiasi, minima difficoltà non si favorisce la personalità che proprio per questo è destinata a crollare alla minima perturbazione, senza  saper tollerare le frustrazioni che il vivere comporta.

Dire ai genitori che amare troppo i figli è patologico equivale ad un assurdità blasfema, spiegare che i danni possono essere persino superiori a quelli di genitori che amano troppo poco. Sembra pertanto, realtà soprattutto italiana, che l’amore equivalga al sacrificio, non al crescere figli capaci di autonomia e forza di carattere.

Ho aggiunto anche un link di Gordon- psicologo umanista- famoso non solo per le sue teorie sull’ascolto attivo, ma anche per i suoi programmi di sviluppo educativo. Se leggete i vari punti di tale programma vi sorprenderete nel constatare l’uso parsimonioso che consiglia ai genitori del fare complimenti ai figli. Oggi i giovani crescono sentendosi dire “bravo” per cose banali che fanno parte di un normale bagaglio di capacità di un essere “non handicappato”. Pieni e tronfi così di una falsa autostima si attendono che tutto il mondo servi lo stesso trattamento una volta usciti di casa, non si rendono conto che la laurea, massima ambizione nelle conversazioni dei genitori con i loro amici, è solo una conseguenza di uno studio approfondito e non l’esclusivo premio nobel che viene conferito. Si aspettano di trovare un lavoro facile, ben retribuito e la pesantezza di una società che proprio a loro ritaglia l’esatto contrario. li permea di una frustrazione immensa. L’educazione stile primo imperatore favorisce la smania che hanno di approvazione, rendendoli deboli e dipendenti da tutto e tutti.

Affermare che la cosa migliore che si possa fare è seguire il modello nordeuropeo per cui a vent’anni i figli vengono gentilmente accompagnati all’uscio di casa, perchè imparino quanto prima a cavarsela da soli in questa società piena di incertezze, piuttosto che farlo a 35, 40 anni quando ormai il carattere si è formato e l’inettitudine è dilagante, viene visto come un atto catastrofico di disamore. L’amore è rendere loro la libertà e l’autonomia di esseri in grado di vivere  con le loro forze.

Infine ho messo un video…un trailer tratto dal film “Ray” ..purtroppo non l’ho trovato in italiano, ma credo si comprenda benissimo il senso.

 

Rebecca Montagnino

 

 

I no impossibili dei genitori ai loro ragazzi

I “Genitori Efficaci” di Thomas Gordon

https://youtu.be/hkmvuV6PK20

 

BIBLIOGRAFIA:

– Insegnanti efficaci. T.Gordon

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2 risposte

  1. www.fabtravel.it ha detto:

    I principali errori derivano dall’adozione delle dottrine pedagogiche elaborate 30/40 anni fa che in Italia hanno trovato il terreno più fertile. L’immensa ondata di liberismo abbattutasi sull’economia mondiale ha avuto il suo corrispettivo anche in pedagogia ed il risultato è di fronte ai nostri occhi. I problemi dell’economia sono analoghi a quelli della pedagogia. un esempio lampante dimostra il parallelismo:
    Tutti sono concordi nel ritenere i giovani più intelligenti rispetto le generazioni precedenti, allo stesso tempo tutti sono concordi nel abbassare il livello di conoscenza dei programmi scolastici e nel procrastinare il più possibile tutte le materie (tranne la ilngua inglese e l’uso dei computer, cioè le due conoscenze che deve avere un buon consumatore per essere manipolato al meglio) i. Oggi secndo i programmi in vigore in quinta elementare gli alunni non hanno studiato i romani e non sanno chi fosse Giulio Cesare……
    Allo stesso modo gli uomini di questa generazione possiedono infinitamente di più di quanto non possedessero gli uomini in passato nonostante ciò si sentono incredibilmente poveri.

    visto che i giovani fin da bambini sono così bravi nell’utilizzare tablet telefonini e computer ci si aspetterebbe che utilizzassero questi strumenti per aumentare enormemente la quantità di cose imparate e di compiti eseguiti ma questo invece non avviene. Le discussioni attuali sono sul divieto di dare compiti a casa , certo,altrimenti come fanno a guardare la televisione?
    i ragazzi vengono spinti verso l’uso del telefonino e del computer ma non verso un uso cognitivo di questi mezzi ma verso un uso che faccia avere bisogni di mezzi e programmi e connessioni sempre piu performanti. Un utilizzo da consumatore così come da consumatore sono i programmi scolastici che via via vengono gradualmente modificati per il cui scopo finale è quello di creare il consumatore perfetto vale a dire quella persona il cui scopo di vita è quello di lavorare per consumare.
    Queste tecniche portare avanti al livello mondiale sia nell’economia che in pedagogia hanno trovato in Italia un terreno fertilissimo dove hanno messo radici rapide e profonde il terreno fertile è rappresentato dalle famose mamme italiane. A mio giudizio le donne italiane non sono ne brave mamme (riconosciuto da tutti) ne brave mogli (i divorzi tra coppie di italiani sono maggiori delle coppie miste) ne brave amanti (nessuno viene in Italia per scopare mentre gli italiani vanno ovunque). Ed il disastro è che gli uomini italiani si stanno appecoronando, idolatrando questo tipo di donna, vittime collaterali delle raffinate tecniche messe in atto nel tentativo di accaparrarsi i voti e i consensi della fascia più indecisa e manipolabile dell’elettorato. Cosa centra questo? Centra perche l’uomo ha perso il tradizionale ruolo di educatore più severo determinando il “liberismo educativo” vale a dire che il bambino deve crescere libero di fare quello che vuole cioè di autoeducarsi (!!!!!).La scuola, il padre, la chiesa, il militare,… Tutti coloro avevano un forte impatto sull’educazione dei figli sono stati delegittimati. Chi è rimasto oggi a trasmettere cultura e modelli di vita ideali? chi ti dice cosa è giusto e cosa è sbagliato, come ti devi vestire, quali feste devi festegguare, quando essere felice o triste?
    La televisione!

    • Rebecca Montagnino ha detto:

      Purtroppo mi trovi d’accordo su molti punti. Di recente ho saputo che in una scuola materna danno i tablet ai bambini, ovvio che è un ottimo sistema per tenerli tranquilli, ma le maestre sanno che l’uso di dispositivi aumenta la possibilità di patologie neurologiche quali l’epilessia? oltre ad essere uno strumento di controllo…credo che la televisione non sia più l’unica cattiva maestra, come diceva in uno splendido saggio Popper, ma Internet sia il nuovo dio…l’ho letto su internet, lo dice internet anche a scapito della tv. Chi apre un libro viene già osservato come un marziano…
      Credo anche che il problema sia che a fare gli adulti sono rimasti in pochi, troppi genitori si improvvisano tali quando hanno ancora un piede o entrambi nella casa genitoriale e i nonni devono fare i genitori con le regole dei figli..Un vero caos, dove i bambini a questo punto a chi devono guardare con autorità?
      Riguardo alle mamme e ai loro gruppi, mi sollevi un bisogno che ho già da tempo, quello di scrivere un post.

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