I NUOVI .. ” PEDAGOGISTI “…


Oggi si sentono tutti un pò psicologi (al che mi domando: perchè non si prendono una laurea o almeno si leggono un centinaio di libri???), medici, naturopati, osteopati, personal trainer, estetiste e prima fra tutti i genitori. Ho trovato molto bello il video del professor Galimberti (link sottostante che vi invito a guardare) sul tema che delinea l’andamento catastrofico dell’educazione attuale dei figli. I riferimenti  che dà sono per altro molto realistici e poco teorici. Purtroppo nell’ansia di voler far bene, meglio, di essere perfetti, i genitori trasmettono quest’ansia ai figli che cercano di compiacerli in tutti i modi o si ribellano in modo reattivo a questo condizionamento. Il più delle volte l’attenzione eccessiva ad esempio allo studio, all’esaltazione dell’intelligenza mette in secondo luogo l’insegnamento relazionale o emotivo che forse è molto più importante. I figli dovrebbero essere guardati e amati come persone, non come estensioni della personalità dei genitori ricordando che l’esempio conta più delle parole. Lo stesso amore per la cultura si trasmette comprando libri e leggendoli, andando a mostre, contagiando attraverso l’esperienza la passione, piuttosto che nel controllo dei compiti o dei voti. Premia molto di più e sviluppa insegnamenti, riflessioni che restano nel tempo a prescindere dal percorso scolastico o da quale lavoro un domani farà il figlio…ma quante volte avviene questo????

Lo stesso vale per la buona educazione (parola ormai appartenente al paleozoico): se i genitori comprano ogni tipo di mangime ad uno spettacolo che sia di cinema o teatro, forse è normale che i bambini desiderino mangiarlo. Il buon esempio, il modello vale più di tutto, inutile sgridarlo poi. Se i figli hanno dipendenze da smart phone andiamo a vedere che tipo di comportamento hanno i genitori. Nel bene o nel male i bambini registrano ciò che è importante e formano le loro mappe prima dei tre anni, questo significa che il loro cervello fino a quel modello è come una spugna, registra, ingoia, memorizza, sia da un punto di vista cognitivo che emotivo. Molti genitori si pensano e si dicono attenti a quest aspetto, ma ad un esame comunicativo emerge come spesso mandano segnali fraintendibili.  Nella comunicazione famigliare  infatti è presente più che in un altro ambito il doppio legame ( o doppio vincolo, concetto elaborato dall’antropologo G.Bateson . Indica una comunicazione tra due persone legati affettivamente, che presenta un’incongruenza tra il  livello verbale e quello non verbale o nella stessa frase del contenuto verbale (es. sono felice per te, detto con rabbia). Il ricevente così si trova difronte a due tipi di messaggi opposti e non sa a quale credere. Questo tipo di comunicazione ambigua alimenta la paura di manifestare i propri pensieri e i propri sentimenti per il timore di essere respinti o disapprovati. Molto spesso nelle famiglie la comunicazione paradossale è presente perchè origina da un conflitto interiore e si trova al polo opposto della comunicazione diretta o empatica.

Sono questi i punti importanti su cui riflettere, sulle conseguenze di aspettative gonfiate ed emozioni violate, sulla persona, più che su pagelle o voti riportati a volte vissuti anche   come trofeo della propria capacità genitoriale …Il narcisismo genitoriale è purtroppo la prima frontiera da abbattere.

 

Rebecca Montagnino

 

Galimberti: “I genitori nella nostra società non hanno più la possibilità di educare i figli”

Come influiscono sui bambini i diversi tipi di educazione

Ai figli non si comanda

http://diventarefelici.it/educazione-dei-figli/

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