GLI IGNAVI

Osservo gli ultimi fatti di cronaca mondiale…l’attentato a Tunisi, le troppe guerre e mi vengono fuori tante domande.

Perchè stiamo percependo gli attentati e le guerre così “lontane” da noi? Per sentirci  irreprensibili e inattaccabili. Non vogliamo fiutare il pericolo, la minaccia. Non ci piace ammettere che siamo già in uno stato di terrorismo. Poichè il terrorismo, come dice la parola, è lo scatenare un movimento di terrore (ovvero l’emozione del terrore). E ciò che più ci spaventa non è la minaccia in sè, quella la teniamo ben ancorata su uno schermo, ma la mollezza, la pigrizia che oscura la mente e l’ignavia dei sentimenti di chi la guarda senza re-agire.

Come le scimmiette che non sentono, non vedono, non parlano.

Questi sono gli ignavi, gli indifferenti,  i deboli di volontà, i pensatori inattivi, gli ipocriti,  htpp://unaparolaalgiorno.it/significato/l/ignavo – quelli che vedono la guerra fuori  e  chiudono discretamente la finestra, fingendo che in realtà sia sempre stata chiusa. Mentono dicendo che non hanno visto, nè sentito nulla, persino a loro stessi.

Questo volersi tirare fuori, non coinvolgersi, preclude al potere personale di fare qualcosa, anche piccola, nel proprio piccolo mondo. E’ un puntino. Ma il puntinismo ci insegna che tanti puntini fanno un quadro.

Dante li poneva al terzo girone dell’inferno e parlava aspramente dell’accidia.  htpp://it.m.wikipedia.org/wiki/Ignavi. Sono il protagonista de “Lo Straniero ” di Camus o i protagonisti de “Gli indifferenti” di Moravia

L’altra sera vedevo il bellismo visto sulla vita di Hannah Arendt e non era creazione cinematografica, era la sua vera vita…Ho provato un senso di ammirazione profonda, quasi soggezione e mi sono sentita ispirata dalla sua integrità e coerenza. Anche noi oggi abbiamo i nostri eroi, alcuni son stati dimenticati, come Falcone o Dalla Chiesa, alcuni viventi non hanno la giusta riconoscenza che meriterebbero, come Saviano, Dario Fò, Gino Strada. Oggi godono di maggiore popolarità personaggi dello spettacolo, un Totti, un tronista qualasisi vengono idolatrati molto di più. Molte persone non sanno probabilmente chi sia stato Borsellino, ma sanno perfettamente, per cosa sia famoso un Rocco Siffredi.

Gli ignavi si fingono aperti, ma sono chiusi. In realtà hanno paura di aprire le finestre, quanto se stessi.Ti dicono che ci sono, ma non li trovi o non rispondono. Ti diranno poi che non hanno sentito o che avevano da fare, o, peggio ancora che gli è passato di mente. La loro mente, forse aveva davvero ragione Hannah Arendt quando parlava della banalità del male, è semplicemente pigra. Accettano tutto con rassegnazione, Proietti lo ricorda molto bene con  “ma lascia sta, chi te lo fà fare?”  questo è il pensiero comune che li lega, ciò che li fa desistere da qualsiasi azione,ancor prima di averci provato.

Sono vigliacchi nel senso che passano il tempo a non prendere una posizione, non si schierano, non assumono la  responsabilità della loro vita, figuriamoci di quella altrui. Vivono con apatia e passività lamentandosi, ma guai a darli la soluzione, implicherebbe toglierli da una situazione di cui poi, non possono compiangersi più.

Sanno di star male, ma non allungano il braccio per star meglio.

Come diceva Shakespeare “ I vigliacchi muoiono tante volte, i coraggiosi muoiono una volta sola”. In fondo l’accidia è anche l’eterno conflitto tra Eros e quindi l’impulso a connetterci con il prossimo, a muoverci verso le cose che amiamo, mentre Thanatos, è l’impulso accidioso a raggiungere il riposo, la pensione serena, una malinconia senza fine, che come sempre è molto tipica nella nostra era narcisistica.

 

Rebecca Montagnino

 

BIBLIOGRAFIA:

III CANTO DELL’INFERNO, La Divina Commedia, Dante

– L’ACCIDIA, LA PASSIONE DELL’INDIFFERENZA, S.Benvenuto

– LO STRANIERO, A.Camus

-LA BANALITA’ DEL MALE, H.Arendt

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