IMBARAZZO DI SCELTA

L’altro giorno parlavo con una ragazza a proposito della tecnologia e dei suoi usi ed abusi. Lei come me un tempo, si dichiarava totalmente lontana dal mondo del web. Ho realizzato durante la chiacchierata, che io nel frattempo avevo cambiato opinione in proposito, avendone scovato i vantaggi. Le spiegavo la differenza che si prova ad esempio nell’andare in un’agenzia a cercare un volo o un albergo e il piacere che avevo scoperto nel farlo da sola su Internet. In un’agenzia in fondo qualcuno ti propone qualcosa , senza darti il giusto tempo di valutare, perchè la vacanza, breve o lunga che sia, merita un tempo necessario di scelta. Il tempo  per confrontare i diversi hotel, capire la distanza che hanno dal centro, la convenienza, guardare e riguardare le foto delle camere, valutare con attenzione il tipo di colazione che offrono, il tutto  fino a quando la  scelta corrisponde a quello che più si avvicina a ciò che desideravo in partenza. Anche quel sottile piacere è parte della vacanza.

Così è stato quando ho iniziato a comprare i primi biglietti dei concerti, a usare la ricerca su Internet finalizzata alle cose che mi piacevano davvero.

Allora ho realizzato che ogni cosa ha un lato interessante,  se scegli cosa farne e come usarla e ho capito che l’approccio che hai,  fa un enorme differenza. Puoi perdere tempo o puoi massimizzarlo al meglio.

Ma come scegliere oggi?

Diceva saggiamente Cristiano Godano, cantante dei Marlene Kuntz in un’intervista, quanto fosse diverso anni fà comprare i cd. Venivano  realmente scelti, proprio perchè avendo (ed   avendolo ancora oggi) un prezzo (valore), questo ne  limitava la selezione. Dovevi comprare quello più desiderato ed aspettare di avere i soldi per acquistarlo . L’attesa non faceva che autenticare il piacere oppure ti fermava dal comprarlo se  lo avevi desiderato meno nel frattempo. Oggi siamo pieni di musica scaricata, a volte senza sapere di chi sia, come si chiama la canzone…

Non solo, ma quando entravi nelle case, guardare i cd di qualcuno, come i libri, ti faceva capire un pò che persona  fosse il proprietario.

Chiaramente i cd sono un esempio. Avere ciò che vogliamo troppo a portata di mano, ne riduce il piacere e l’impegno per ottenerlo. E’ così per la scelta universitaria, per i rapporti umani.

Credo  che la  scelta sia “giusta” quando a distanza di qualche giorno o mese,  quel piacere non è scemato, anzi è capace di manifestarsi allo stesso modo. Quando ci  diamo  dei criteri di riferimento e sappiamo quali siano le nostre priorità.

 

Di fatto quest’attuale  profusione e confusione e di scelta, non cambierà, anzi aumenteranno sempre più le tentazioni, le possibilità  e le condizioni di acquisto e in mezzo a questo marasma, valutare sarà sempre più difficile. Quello che possiamo fare è scegliere ogni giorno di quale musica le nostre emozioni hanno fame. Non è vero che ci piace  “tutta la musica”, è una frase che nasconde il fatto che non ci prendiamo il tempo necessario a scegliere quale musica ci piace realmente.

Uno dei drammi odierni è che abbiamo creduto che potevamo fare, scegliere qualsiasi cosa. Così ci è stato mostrato da piccoli e  così siamo cresciuti, sognando di essere speciali, come fosse semplicemente un  diritto acquisito e che tutto ci spettasse una volta fuori casa.

Quello che vedo diffondersi sempre più infatti  è il senso di panico per questa prospettiva di scelta troppo ampia, l’illusione che tutto può esser colto, che se vogliamo possiamo prendere ogni cosa  e  cambiare in qualsiasi istante. Persino i bambini si sentono soffocare davanti a troppi stimoli e finiscono per non sapere più cosa vogliono, in quanto l’infinita possibilità di scelta provoca ansia . Crea un senso di responsabilità eccessiva, perchè se scegliamo una cosa ne dobbiamo escludere un’altra e quando l’orizzonte diventa troppo pieno di possibilità, il rischio è che non si sceglie nulla, si rimane bloccati. Non è poi così vero che possiamo soddisfare ogni nostro desiderio e la crisi che colpisce qualsiasi generazione  sul non sapere cosa fare della propria vita, suppongo ne sia la più esatta testimonianza e conferma. Scegliere è di per sè una strategia di restringimento di stimoli, non di ampliamento all’infinito di prospettive.Vedere di più fa bene, da più punti di vista,  ma se vedessimo a 360° rischieremo in fondo di non vedere niente in particolare. E’ un processo di profonda consapevolezza e  diventa pericoloso quando si diffonde in una società che in genere non abbraccia piacevolmente il concetto di conoscenza di sè.

Non è un caso che aumentino i problemi relativi alle convinzioni limitanti, fa spavento un mondo dove capire chi siamo è un impresa ardua, quando  ci viene richiesto continuamente  di essere in mille modi; a lungo termine  diventa impossibile capire cosa vogliamo e  cosa cerchiamo. Quando ci sono troppe porte aperte  il cervello va in sovraccarico di stimoli e  le emozioni si velocizzano al punto che  non le  riconosciamo più….

Per saper scegliere occorre conoscere e conoscersi..

Questo che ho scritto non dà la soluzione ( ce ne sono ovviamente  diverse come sempre ed a ciascuno il suo ), se non altro dà una modesta e parziale visione del perchè ci sia un’epidemia di confusione e di  insicurezza.

Inoltre un possibile consequenziale risultato   dell’ansia della scelta  è  il  delegare. Ad altro/altri…al caso…  Dapprima delegare è comodo, poi diventa dannoso; solo che lo si capisce in genere strada facendo o quando spesso è troppo tardi.

Rebecca Montagnino

 

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2 risposte

  1. danilaurora ha detto:

    Se non fosse per l’uomo che la usa, la tecnologia non cambierebbe il mondo solo per il fatto di esistere. Ha svariati utilizzi e funzioni ed è anche, fonte smisurata di distrazione. Nel mio periodo di “nerd” a livello dilettantistico, sperimetavo come internet sia un vero e proprio è un mondo. O ci sei dentro e sviluppi competenze per adeguarti al linguaggio tecnologico o essere risucchiati è un attimo. La tecnologia è piena di stimoli a cui difficilmente ne stai fuori. Starne fuori diventa una scelta di vita.
    È vero anche che oggigiorno ci sono meno barriere e se ce ne sono sono più mentali che fisiche. Si crede, come credevo anche io, che le opportunità nella vita sono tante e spesso è vero, se non altro è vero rispetto al passato. Quasi tutto è più accessibile e alla portata di mano… ciò non significa che se un qualcosa è accessibile automaticamente è gratis. Gratis e accessibile non sono la stessa cosa. Anzi. Ed è quel prezzo che secondo me da valore a ciò che è considerato accessibile.

    • Rebecca Montagnino ha detto:

      Forse che ciò che ti costa, ciò che ti richiede impegno è visto come fatica, non tanto come soddisfazione. Quindi l’accessibilità facile fa da asso pigliatutto…

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