IL MINISTERO DELLA SOCIALIZZAZIONE

“La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza”, vi ricordate di questi slogan all’interno di “1984″ di Orwell? Quando parlava del Ministero della pace in cui ci si occupava di guerra ? Ecco …quello che sto per scrivere mi fa pensare al “Ministero della socializzazione”.

Avete mai pensato quanto sia strano che uno dei problemi oggi più diffusi  sia la solitudine e che per assurdo le persone vivono sempre più isolate. Si segnano in palestra, in gruppi di lavori artigianali, in danze di tutti i gusti, pur di appartenere e fare qualcosa con gli altri, ma poi quando si chiede loro di partecipare ad un evento qualsiasi che sia spontaneo, che comporti uscire da un ruolo, si tirano indietro. ..  La pigrizia, la vita sedentaria da un lato e frenetica in modo eccessivo dall’altro, il traffico a s-vogliare,  ma  oggi molte delle attività del tempo libero implicano attività solitarie, che  hanno rateizzato lo stare con gli altri  dal vivo: guardare la tv,  giocare con l’Iphone, stare sul proprio computer “personale”, il tutto per ore ed ore. E non è  la nostra vita,  nemmeno è  la realtà, ( mi domando: Cosa sono quindi i reality show?)

Le “reti sociali” non sostituiscono la comunità,  perchè presuppongo forzatamente due aspetti che ne sono antiteci: lo stare fermi per comunicare, perdendo per questo la maggior parte delle informazioni essenziali e lo stare da soli.

Provate a portare un bambino ad osservare gli animali da vicino, a sentire  i versi,   a sentire anche la puzza, e chiedetegli se vedere un documentario su Sky sia la stessa cosa.

Anni fa, e non secoli fa, le attività solitarie nutrivano la personalità, come  le attività creative, la lettura, quelle di oggi invece  la impoveriscono e ne stanno scolorendo l’originalità.

Nel mentre si perdono  un enormità di cose;  il tempo, gli odori, gli abbracci, i sorrisi, il calore, le emozioni, lo spessore della vernice su di un quadro…

Se togliamo ad un emozione il suo aspetto cinestetico e auditivo, cosa ne resta? Un immagine… e poi non dobbiamo  stupirci se ci si ammala di attività masturbatoria di qualsiasi tipo.

C’è un enorme differenza nello stare ad un concerto e ballare, cantare, sudare, urlare che riprendere staticamente (stiticamente?) su un display quello che sta accadendo fuori

E’ sicuramente più faticoso interfacciarsi dal vivo con gli altri, ma pare migliori persino la salute…e le persone sole, si sa, sono più vulnerabili e dipendenti.

 

 

Rebecca Montagnino

 

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Una risposta

  1. danilaurora ha detto:

    Eh, già.
    Quando ci si innamora più della aspettativa/immagine dell’esperienza è facile dirsi: “è tutta qua!?”. Si rimane facilmente delusi senza rendersi conto di quanto si è stati delusivi.

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