NON BASTA ESSERE INTELLIGENTI


” Non è sufficiente avere un buon cervello, la cosa più importante è usarlo bene.” R. Descartes

Dotati di intelligenza lo siamo più o meno tutti…così come tutti siamo dotati di gambe e muscoli ma non per questo li usiamo o li sforziamo al massimo; allo stesso modo non adoperiamo il nostro cervello quanto potremmo. Se non poniamo la massima attenzione in ogni attività fisica o mentale che sia, tendiamo ad usare la regola del minimo sforzo, sperando che basti. Questo ci ricorda la famosa ipotesi di Einstein sull’uso moderato dei nostri neuroni, circa il 10%, che per quanto sia stata una teoria riveduta nel tempo, ci fa riflettere che comunque tendiamo a sprecare gran parte del potenziale che la mente ci offre.
Dotati di intelligenza ancora lo siamo davvero tutti, tranne malformazioni o deficit, specie oggi che il concetto di intelligenza multipla di Howard Gardner ne ha scoperto le fondamenta. Non esiste una sola intelligenza, ma ce ne sono varie a seconda dei compiti che la mente attiva; esiste quindi un’intelligenza emotiva, linguistica, motoria, musicale, etc. In un campo o nell’altro abbiamo perciò tutti infinite possibilità; il risultato dipende perciò da come sapremo far interfacciare la nostra mente con la nostra identità, con le nostre emozioni e le nostre capacità.

Ma perchè lo usiamo così poco visto che il cervello è plastico e gradisce essere attivato???
Come afferma la Dott.ssa M.G Luini “Lo facciamo perché mille esperienze della vita e tratti della personalità ci spingono a non aprirci, a rimuovere come una colpa la naturale curiosità e la capacità di esplorare e apprendere il nuovo. Capita che inibiamo parti del nostro cervello a causa di condizionamenti esterni come i programmi televisivi, le letture, l’ambiente  familiare, scolastico, lavorativo, sociale in cui viviamo. In alcuni casi si arriva addirittura all’inibizione dell’intelligenza: la persona sembra molto meno intelligente di quanto in effetti sia perché ha irrigidito e ingessato alcune funzioni cerebrali.”

Spesso leggo, guardo film, cerco modelli di ispirazione, in persone che con la loro tenacia hanno saputo usare al meglio il loro talento e ogni volta scopro che in genere queste persone non erano solo dotate di grandi capacità fisiche o mentali, avevano saputo ben indirizzare il loro potenziale. Hanno saputo cioè sfruttare molto bene la loro intelligenza, applicandola. Quando qualcuno arriva ad un obiettivo nella vita, la sfiducia ci porta a pensare che per ottenerlo la persona abbia per forza compiuto qualche azione negativa verso il prossimo, probabilmente perchè questo placa il nostro senso di colpa verso ciò che avremmo potuto fare di meglio per noi stessi e verso tutte quelle pratiche limitanti o forme di resistenza, tra cui la pigrizia, che invece ci hanno tenuti fermi nello stesso punto. Diventa quindi più facile addebitare il successo o la semplice realizzazione, a cause esterne senza guardare che la differenza tra chi riesce e chi no, spesso è dovuta anche a tante situazioni personali o decisioni non sempre facili. In realtà c’è sempre stata una scelta rispetto a quale direzione prendere, su cosa investire di noi, una capacità di ricorrere a risorse nuove o a scendere a compromessi; a volte abbiamo scelto di allenarci meno perchè mancano tenacia, costanza, volontà, determinazione, umiltà e una buona dose di coraggio.

Scegliamo noi quali immagini, compiti, frasi, ragionamenti, utilizzi stanno nel nostro cervello, scegliamo noi come, quando e quanto allenarlo.

La mente è un bene gratuito, per coltivarla non occorre essere ricchi, basta essere curiosi e disposti a faticare un pò. Saper indirizzare il nostro coraggio verso obiettivi davvero importanti per noi, canalizzare le nostre capacità, bloccare i pensieri negativi o quelli insensati è per lo più uno sforzo di volontà. Riprogrammare il nostro atteggiamento mentale è già un atto di enorme intelligenza, significa renderla pratica ed efficiente, cercare soluzioni diverse, accettare i limiti e virare verso altri obiettivi o direzioni.

Forse questo è l’insegnamento più bello che mi ha lasciato la PNL, scoprire che non possiamo cambiare il mondo, non possiamo cambiare gli altri, non possiamo evitare la sofferenza, gli ostacoli, ma possiamo grazie ai nostri neuroni e ad un pò di immaginazione lavorare per cambiare il modo che abbiamo di reagire a tutto questo. esattamente come in questa citazione:
“Il nostro giocattolo più grande è il cervello.”
(Charlie Chaplin)

Rebecca Montagnino

Un pensiero su “NON BASTA ESSERE INTELLIGENTI

  1. ==>> Ma perchè lo usiamo così poco visto che il cervello è plastico e gradisce essere attivato???

    forse la domanda dovrebbe essere rivolta a chi fa in maniera che fin da piccoli i bambini siano abituati ad usare il cervello il meno possibile e solo per cose futili e infantili.
    I programmi didattici della scuola sono stati ulteriormente diluiti (oltre che “schizofrenizzati”) nel rispetto del principio del “poverino di mamma” e del facile consenso per chi – ad esempio – propone di non dare compiti per le vacanze. Tutti sono concordi nel ritenere che i bambini di oggi siano incredibilmente piu’ dotati intellettualmente rispetto i loro coetanei di 50, 100 o 200 e piu’ anni fa. Non si spiega, pero’, perche’ alla luce di questo, tutti i programmi didattici dei paesi occidentali (quindi tutti quelli che devono recepire le direttive della commissione sviluppo sociale delle nazioni unite) da circa 20/25 anni scremano i programmi scolastici e spostano sempre piu’ avanti nel tempo la formazione aumentando al tempo stesso le classi obbligatorie. Quindi le cose che venivano studiate a 8 anni si studiano a 10 anni e via cosi…… Questo vale per tutte le materia tranne che – e questo dovrebbe far pensare – per l’introduzione della lingua inglese, che contrariamente a quanto accadeva prima adesso viene introdotta fin dalle prime classi elementari ed in alcuni casi anche nella materna. Il risultato e’ quello di studiare l’inglese ben prima di studiare l’impero romano o romolo e remo e quindi, fino a 12 anni non sapranno minimamente chi ha costruito il colosseo che vedono spesso, ma sapranno dire qualcosa quando andranno in vacanza all’estero o cliccare LIKE su facebook…..

    Per questa realta’ dobbiamo ringraziare chi – etichettandosi come progressista – ha spinto e continua a spingere per l’introduzione di pedagogie e metodi pedagogici provenienti dai paesi anglosassoni che si sono autoeletti portatori della conoscenza. Poco importa che le loro societa’ cresciute secondo i loro metodi sia quanto di piu’ ingiusto esista al mondo e strabordanti di violenza e presunzione, e che il loro grado di cultura come di intelligenza sia tra i piu’ bassi al mondo. Loro continuano a propagandare ed imporre il loro volere attraverso la creazione di una sudditanza intellettuale necessaria a creare i fedeli sudditi dell’imperialismo culturale e quindi economico. Rendiamoci conto che stanno introducendo la sostituzione dei voti con gli emoticon (in italiano, faccette) …….

    I risultati vedono comunque vincitori i paesi asiatici fra tutti la Cina, che ha adottato metodi spesso diametralmente opposti ma che vede oggi una popolazione dalle capacita’ intellettuali esageratamente superiori agli angloamericani come dimostrato in tutti i campi tranne che nell’arroganza dove ancora prevalgono inglesi e americani.

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