I GENITORI NON CI HANNO INSEGNATO A DIVENTARE ADULTI…

https://thevision.com/cultura/genitori-figli/

 

 

Mi hanno inoltrato questo link che trovo calzante con quello che spesso scrivo a proposito del rapporto genitori- figli (motivo per cui sto preparando un seminario a gennaio). Come sempre provo piacere che qualcuno condivida non tanto le mie idee quanto la preoccupazione per quello che sta avvenendo. Si può solo sensibilizzare sull’argomento perchè probabilmente le difficoltà individuali e i fatti di cronaca non sembrano bastare a suscitare le dovute riflessioni e a cambiare qualcosa nell’educazione dei giovani. Aggiungerei, da persona che lavora quotidianamente da anni con loro, un allarmismo su quanto la difficoltà di dare regole ai figli e di farli inciampare nei loro ostacoli, ne stia affievolendo la volontà. Esiste un legame strettissimo tra volontà, identità e autostima per cui se non mi sono costruito qualcosa da solo, mi sembrerà quasi impossibile saper godere di quello che ho e saper indirizzare la volontà e risorse che di conseguenza sono state impedite di svilupparsi. Il protezionismo crea di fatto, sebbene il suo scopo sia amorevole, forse un pò narcisista da parte dei genitori, una sorta di paralisi della volontà dei figli. Gli “sdraiati” infatti li definisce M.Serra nel suo libro, sempre stanchi, impauriti di tutto, con tanto di master e lauree ma inabili nelle cose più semplici della vita, perchè della vita non hanno fatto esperienza, non hanno sofferto davvero, non hanno dovuto risolvere poco o nulla. Non sanno nemmeno perseguire le loro passioni, perchè non le hanno sviluppate, hanno avuto tutto appena desiderato ancor prima che arrivasse Babbo Natale. Non sanno impegnarsi, non mollare difronte agli ostacoli e la presenza rassicurante dei genitori sempre pronti a raccoglierli o a faticare per loro, non ne ha sviluppato il senso del rischio, nè quello dell’avventura. Accanto a quelli che trasgrediscono con gesta violente o spettacolari, molti lo fanno in quel poco che possono, in quanto hanno tutta la libertà del mondo anche per trasgredire (fanno sesso a casa di mamma e papà al calduccio, si fanno le canne con i genitori, etc..), quindi la loro trasgressione diventa lasciare in disordine la stanza, non fare quelle minuscole incombenze domestiche che vengono loro richieste, andando male a scuola. Se un tempo non potevano nemmeno replicare, oggi si permettono di essere disprezzanti verso le figure genitoriali, volgari, persino violenti ( e infatti poi replicano anche a scuola sulla pelle degli insegnanti). La loro infelicità, il vuoto, la confusione esiste perchè sono mancati i “no”, le conquiste, le sfide vere. Di conseguenza non sanno apprezzare quello che hanno perchè lo hanno trovato già confezionato, un pò come mangiare un dolce preparato da noi ed uno in pasticceria, manca l’impegno, la soddisfazione. Cosi rinunciano, hanno tutte le possibilità, ma nel caos delle scelte infinite, rinunciano.

Rinunciano così alla vita, alla ricerca di ciò che li fa star bene, non ne hanno bisogno, invece si abbuffano di ogni cosa che li fa star male per trovare una sfida che li emancipi. Hanno ottenuto premi troppo facilmente e velocemente e per questo sono intrisi di sensi di colpa e di mille insicurezze. Gratificarli al primo problema e gratuitamente è come prenderli ancora in braccio appena piangono. La volontà altrui si sostituisce così alla propria, chiunque esso sia,  sperando che la vita sarà sempre così come a casa: essere  cullati comodamente e placidamente da una gondola, non importa chi la guidi, purchè faccia la fatica al proprio posto.

L’infinità di scelta e la responsabilità di farne una crea un senso di ansia infinita e per questo ogni piccola scelta diviene  un parto o una tragedia. Manca Bauman quando decenni fa vedeva nella liquidità dell’era attuale, il vuoto che si sarebbe poi creato. E’ l’aiuto più importante che si possa dare ad un figlio quello di insegnarli pian piano cosa sia vivere, prima che la vita lo faccia con quella che verrà vissuta o percepita come un’ingiusta violenza.

 

Rebecca Montagnino

 

 

 

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